Altai




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A Valerio Marchi







Alla deriva in mare vanno le navi veloci.
Allentiamo le vele, ecco, sciolte le cime,
cogli il vento e salva i compagni,
se vuoi che ricordiamo il tuo nome.
Tieniti lontano, non puntare
dove l’onda si erge sconvolta.
Adesso dipende da te.

archiloco, vii secolo a.C.



Prologo
Costantinopoli, 23 giugno 1569
(8 Muharram 977)


Dalle stanze del palazzo non arrivano rumori. L’alito del Bosforo e il canto del muezzin accompagnano i viventi dentro la sera, verso una parvenza di quiete. Oltre le finestre aperte, il cielo è un incendio di porpora e oro. Barche di pescatori si staccano dall’Asia e fluttuano sulla corrente di miele.
Un pensiero cattura Gracia: i più grandi artisti del mondo - e ne ha conosciuti molti, quand’era in Europa - possono soltanto imitare la bellezza che ci ha dato il Signore; mai potranno eguagliare tanta meraviglia.
Ha alzato la penna dalla carta, ora tiene la mano a mezz’aria. Ha gli occhi chiusi e ascolta il canto.
Allo spegnersi dell’ultima nota, sigla e sigilla la lettera, infine si rilascia contro lo schienale.
Dana la guarda, osserva lo scrittoio. Le lettere già sigillate, e quelle che attendono risposta. Sa che la Senyora è spossata. Non potrà passare la serata a scrivere, come fino a poco tempo fa. Le forze la abbandonano, e c’è ancora così tanto da fare. Tutti la interpellano, da una parte all’altra del Mediterraneo e dell’Europa. Esuli in fuga, ebrei perseguitati, mercanti sefarditi, rabbini ashkenazim.
- Aiutami, - dice Gracia. - Voglio alzarmi.
Dana la ammonisce: - Non dovreste stare in piedi, mia Senyora. Non dovreste nemmeno stare allo scrittoio. Dovreste riposare.
Dana lo sa, è la sua parte in commedia e la recita ogni sera. Donna Gracia ripeterà il comando, la cameriera obbedirà, la Senyora le metterà un braccio intorno alle spalle e farà qualche passo nella stanza, accogliendo con serenità lo scricchiolio delle giunture.

Lo specchio alla parete è coperto da un drappo verde. Da tempo Gracia ha abbandonato sfarzo e ostentazioni, ha rinunciato a rimirarsi, ma stasera scosta il drappo e guarda la propria immagine. Negli ultimi anni ha trascurato se stessa. Del suo corpo si prende cura Dana ogni mattina, con la massima attenzione.
Ha cinquantanove anni e sulla lastra vede il viso di una vecchia. Rughe ai lati degli occhi e della bocca, la pelle del collo rilassata e cadente, il naso affilato, i capelli d’argento opaco. Scruta le pieghe del viso, cerca la bambina che una notte ricevette un nome segreto, e il giorno dopo un battesimo cristiano per proteggerla dall’Inquisizione. Beatriz de Luna Miquez.

...continua


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